Il Forum del 14° Corso dell'Accademia Militare di Modena

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A tutti gli amici. Anonimo veneziano - Amore fraterno?

Alle invettive ingiuriose rivoltemi (è da signori?) da De Benedictis (con sua del 27 luglio, letta da me il 4 settembre) ho dato risposta e riferito dell'incontro concernente la sua tessera militare dante diritto agli sconti per i viaggi ferroviari.
Qualche ottimista pensava di poter leggere non delle scuse ma almeno qualche ombra di scuse.
Invece "anonimo veneziano" conferma (vds. sua del 10 settembre) quanto da lui asserito e mi accusa di aver "imbastito e cucito un vestito nuovo" nella mia citata.
Normalmente non mi dedico a operazioni sartoriali. Come non ho avuto nessun problema a ricordare l'evento della tessera, così non avrei nessun motivo per non ricordare del biglietto ferroviario, tanto più che non si trattava di una delle tante persone che si presentavano al Distretto, ma di De Benedictis.
Come gli avevo detto che a lui non militare -al tempo dell'evento- non competeva la tessera, ammesso anche quanto da lui asserito, così non avrei avuto (e non ho) nessun motivo di rispondergli che a lui non poteva essere concesso il biglietto ferroviario. (Ho già detto nella mia precedente che a fronte di una sensibile situazione economica non avrei rifiutato un aiuto).
Ma questo lo autorizza o gli da diritto a offendere a quel modo ingiurioso una persona?
Ho buona memoria -OVVIAMENTE PUR APPARTENENDO AI GENERALI SETTANTACINQUENNI- almeno quanto lui.
Ma c'è un fatto chiarissimo e non contestabile: non ho mai avuto quale comandante del Distretto (e penso che così nessun altro comandante di distretto) né in tutto il resto della mia vita militare sul mio tavolo o nelle mie mani biglietti ferroviari e ovviamente non li avrei avuti neanche quel giorno né in nessun altro giorno.
Ma poi mi viene anche una perplessità: come faceva ad avere tagliandi per la riduzione ferroviaria che gli si erano esauriti? Personalmente non li ho mai avuti, pur avendo continuato la vita militare.
In tutto questo , a parte l'atteggiamento ingiustificato ingiurioso, una cosa mi è sembrata strana: non ha mai citato il mio nome, né prima, né dopo. Il riferimento ai fatti in questione si ritrova nelle righe nella seconda parte di una sua lunga (del 10 settembre) trattante vari argomenti.
Mi sembra un romanzo a puntate (i fatti in questione avvenuti presso il Distretto militare) in cui la puntata successiva la devi andare a cercare in un altro libro.
Tutte le cose esecrabili (a suoi dire) che gli sono rimaste della vita militare, si potrebbe sperare che almeno una avrebbe potuto essere apprezzabile: il militare, anche nella posizione di attenti, -stando dritto senza piegare la schiena- guarda negli occhi l'interlocutore.
Un caloroso saluto a tutti e un grazie ai colleghi che mi hanno manifestato la loro amicizia
Antonio Longobardi