Il Forum del 14° Corso dell'Accademia Militare di Modena

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Il silenzio è disprezzo o mancanza di idee?

caro Giorgio,
il tuo modo di essere democratico mi lascia alquanto perplesso. Tu stai dimostrando di non saper affrontare uno scambio di opinioni, infatti non ho trovato cenno di risposta alle lettere che ti ho indirizzato, ma seguiti a scrivere a ruota libera contraddicendo perfino te stesso. Dopo la pubblicazione della lettera con oggetto "sorpresa" (postilla: credo che tu non abbia capito bene quanto volevano comunicarti con garbo Malé e Rossitto) le tue due ultime esternazioni non sono in linea con quella lettera. Se il tuo scopo fosse stato quello di movimentare il Forum del sito (!?), dovevi accettare con piacere il risveglio corale dei colleghi di Corso (e non di soli 4 o 5 vecchietti).
Ma il problema è un altro: tu sei un egocentrico che vuole stare sempre al centro dell'attenzione e primeggiare, anche se in certi campi ti mancano le necessarie doti. Lo hai ampiamente dimostrato nei raduni in cui sei intervenuto, con comportamenti che hanno messo in imbarazzo i radunisti. Lo dimostri nel pensare che i tuoi scritti possano aver fatto traballare le nostre convinzioni, maturate in una vita di dedizione alla Patria, entro e fuori i confini nazionali. Lo dimostri nell'affermare gratuitamente che addirittura potremmo aver paura di constatare l'inutilità di ciò che abbiamo fatto. Lo dimostri con lo sciorinare tuoi meriti che sono per noi, non dell'ambiente, difficilmente valutabili e, se hai raggiunto un invidiabile benessere, nessuno può esserne contento più dei tuoi colleghi di Corso. Non hai capito che a noi del prof. dott. ecc. De Benedictis, non ci importa più di tanto. A noi preme solo la fraterna amicizia di quel Giorgio che con noi ha condiviso, un tempo, ideali, studi, fatiche ed una rigida educazione militare tra le austere mura della nostra Accademia Militare.
Quindi, no, caro Giorgio; se io rispetto l'impegno che hai profuso nella tua professione affrontata dopo il fallimento di quella militare, anche tu devi rispettare chi nella professione delle armi ha profuso tutto se stesso, non per timore di punizione o speranza di ricompensa ma solo perché sentiva che quello che faceva era il suo dovere.
Ciò detto, concordo con te nel dire che qualche collega può essersi fatto prendere la mano nell'esprimere la propria opinione, ma la tiritera che fai sull'uso di termini che attengono anche alla tua professione usati impropriamente da sprovveduti in materia è alquanto risibile: quante volte si sente dire "Ma sei matto?" oppure "ma ti senti bene?" rivolto a persone che fanno o dicono qualcosa che sembra disdicevole a chi le vede o sente; e questo senza minimamente voler dare una diagnosi di pazzia o di patologia debilitante in atto.
Ed ora veniamo alla cosa che mi preme più di tutto chiarire:
Citi addirittura la Costituzione per una presunta censura su un tuo scritto che doveva apparire all'interno del sito, paragonandola ai metodi sovietici o, ancor prima, a una distorta visione religiosa integralista.
Come mi sembra dicesse Voltaire "Non condivido le tue idee e le combatto ma darei la vita perché tu le possa esprimere" nessuno si sogna di censurare le tue idee: le devi esprimere e devi capire che le combatterò.
Ho detto "IDEE". Spero che tu non confonda le idee con l'aggressione verbale l' "argumentum ad personam". Ti ricordo solo il disdicevole attacco per una banale questione di oltre cinquanta anni fa contro Giuseppe Ardito, che in quel momento stava lottando per la vita contro un male terribile. Eppure rispose con una nobile lettera che ogni tanto torno a leggere con piacere, ammirazione ed esempio da seguire. Il Webmaster non ti censurò: ti pregò di eliminare la frase contro Ardito: sei tu che ti sei autocensurato ritirando tutta la tua pagina personale. Hai insultato un collega che non ti ha dato degli scontrini per uso militare, a te che eri in congedo da lustri. E ti ha risposto educatamente senza nemmeno accennare al fatto che stavi chiedendo al collega di violare norme amministrative. E mi fermo qui.
In tutta questa storia, chi è dunque l'offeso? Con la tua dialettica fai quasi per far passare gli offesi per provocatori ed il provocatore per vittima immolata ... Le uniche scuse che dovrebbero chiudere il dibattito dovrebbero essere poste da te, che hai "scherzato" provocatoriamente per vivacizzare il Forum ... non ho parole.
Se vorrai rispondermi ne sarò felice; se non lo farai, lungi da me il pensiero che il silenzio sia indice di disprezzo, lo considererò come una ammissione di insostenibilità delle tue argomentazioni.
Con il fraterno affetto che nutro per tutti i miei compagni di Corso, ti invio sinceri saluti
Pierpaolo

Re: Il silenzio è disprezzo o mancanza di idee?

Se fosse possibile ti abbraccerei.Comunque anche gli altri colleghi hanno capito che accettando e continuando un siffatto sterile dibattito che suona tanto di provocazione quanto mai inopportuna ,ci si presta al gioco incomprensibile dell'eminentissimo professore.

Re: Il silenzio è disprezzo o mancanza di idee?

Caro Pierpaolo,
scrivo solo a te e agli altri colleghi, ad esclusione del "sordo", per rettificare ciò che hai scritto, nel messaggio cui faccio riferimento.
Io non censurai la frase incriminata contro G.A., chiesi al "sordo" che avrei eliminato solo il nome del Caposcelto, conservando intarre tutte le altre parole della frase incriminata. Consigliai al "sordo" di eliminarfe il nome perché il sito ed il Forum dovevano essere un luogo dove gli ex-allievi si potessero ritrovare in armonia, ricordando "solo" i bei momenti passati insieme e bandendo rancori che non avrebbero dovuto manifwstarsi a distanza di mezzo secolo. aggiunsi anche, nel mio consiglio, che l'eliminazione del solo nome non avrebbe modificato di una "virgola" quanto scritto, in quanto tutti gli ex-allievi erano a colnoscenza del fatto narrato con tanta acredine.
e cosa ha avuto in cambio il mio consiglio (e non censura)? una serie di imprecazioni ed insulti, quali "censore, appartenente all'esercito papalino" e non mi ricordo più bene cos'altro; anche se ho conservato la corrispondenza intercorsa con il "soggetto" non ho il benché minimo interesse di andare a rivederla..... Non ne vale la pena.
Un forte abbraccio fraterno,
Lucio