Il Forum del 14° Corso dell'Accademia Militare di Modena

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UFFICIALI E SIGNORI (1. Parte)

Scrivo per l’ultima volta e non lo farò mai più, perché è giunta l’ora di dire BASTA e di saldare il conto.
Basta alle ingiurie, ai commenti, alle considerazioni offensive anche telefoniche notturne, alle quali manca nome e cognome per una sorta di evanescenza senile. Ho diritto ad essere rispettato.
E’ bastato pubblicare un paio di mie riflessioni (da rispettare, anche se non condividere) su Forum, perché un gruppo sparuto di generali settantacinquenni si ergesse a team “psichiatrico” e cominciasse a sputare diagnosi, sentenze, commenti, ingiurie, a chiamare soccorso, proponendo anche, come buon peso, le più fantasiose terapie.
Per fortuna, il gruppo è composto, almeno per ora, di circa cinque o sei persone.
Il resto del Corso ha forse letto e ha taciuto, vuoi per noia, vuoi per disinteresse, vuoi perché conosce le sane regole del vivere civile. Penso che sia la spiegazione migliore. Questa pagliacciata sarebbe tragica, se non fosse già comica dal 2004, quando mi fu consigliato uno psichiatra, solo perché nella mia pagina personale, censurata e buttata nel cestino a spregio dell’art. 21 della Costituzione, avevo dimostrato che il Re era nudo. Dico a questi cinque o sei generali “psichiatri” (sempre che, nel frattempo, altri non si siano accodati all’allegra brigata): come vi permettete di darmi del malato di mente, senza uno straccio di laurea, senza un minimo di competenza e senza un minimo di autogiudizio?
Come vi permettete di darmi del paranoico (l’ultimo è Schillaci, al quale continuerò a voler bene), senza conoscere né il vero significato del termine, né gli aspetti più profondi e significativi della patologia?
Emettereste una diagnosi di “carcinoma epiteliale” o di “morbo di Chron” o di “dermatite seborroica”? No, perché non ne avete la competenza e la preparazione e non avete la laurea in Medicina. Già, ma non l’avete nemmeno in psicologia e non siete specializzati in psichiatria. Come lo spiegate? Come vi permettete di offendermi? Solo perché la penso diversamente da voi? No! E’ perché avete paura.
La psicologia di gruppo insegna che i gruppi si accorpano quando si sentono in pericolo, o quando sentono in pericolo i loro valori, o quando sentono traballare le loro convinzioni, per le quali a volte hanno speso un’intera vita. Il dissidente, proprio perché dissente, opera in questo modo. Di conseguenza, va espulso.
Il prete, di conseguenza, è sospeso “a divinis”, il russo era spedito in manicomio, all’ex ufficiale prima si dà, con metodi pseudo-sovietici, del matto, poi lo si ingiuria, poi lo si espelle.
Giustizia è fatta e possiamo riprendere a vestire il Re. Ma di che cosa avete paura? Di scoprire che ciò che ho scritto ha una sua logica interna e rischia di far traballare le vostre convinzioni, tenute su da qualcuno con i tiranti?
Io ho frequentato l’Accademia, sono stato Ufficiale, ho conosciuto militari di ogni grado: posso parlare a ragion veduta degli uni e degli altri. Voi non potete parlare di me, perché non conoscete il mio ambiente, la nostra cultura, la nostra umanità, la nostra generosità, la nostra misericordia professionale. Quando è così, si tace.
Ho curato colleghi, figli di colleghi, da poco tempo anche un paio di nipoti. L’ho fatto e lo faccio gratuitamente, perché da meridionale onoro la sacralità dell’amicizia, così come mi sto anche prendendo cura, per ora solo telefonicamente, di Antonio Astori, mio compagno di stanza a Torino, vittima di una allucinante disgrazia che gli impedisce ancora di muoversi. Lo fa forse qualcuno di voi, impegnato com’è ad offendermi? Mi piace farlo, per come ho condotto e conduco la mia vita, restituendo al mondo soggetti psichicamente distrutti, ideando tecniche terapeutiche innovative (vds. “Il Gazzettino” del 21.03.1986), insegnando, pubblicando, tenendo conferenze, diventando membro di due Società Internazionali di Psicoterapia, dando alla Patria il mio contributo, minuscolo fin che si vuole, seguendo le regole da me elencate in Forum. Non ho illustrato la Patria con squilli di tromba e sventolio di bandiere, ma l’ho onorata con i fatti, con l’impegno, con il mio pensiero, aborrendo l’idea della guerra e portando di nuovo la gente a sorridere. Allora, come vi permettete? Come vi permettete di avere dubbi sulla mia sanità mentale, quando sulla vostra potrei averne io e averlo taciuto e tacerlo per generosa saggezza? (Fine 1. Parte:Segue)