Il Forum del 14° Corso dell'Accademia Militare di Modena

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un saluto ai colleghi

Come guida per compiere la mia strada nel mondo ho avuto la mia Famiglia, l’educazione militare con colleghi meravigliosi, e l’Arma. Mi è stato insegnato, con l’esempio, a dedicare tutte le mie energie al prossimo con onestà intellettuale e generosa dedizione. Ho la coscienza di avere ereditato tale privilegio e l’ho adottato in pieno nel mio D.N.A. comportamentale. Ora che percorro l’ultimo tratto della mia strada tra molti cespugli spinosi che incontro lungo il cammino, sono orgoglioso di essere così, anche con le critiche. Preferisco essere considerato uno “scemo” che non un "millantatore" o peggio un “imbroglione” Sarei una persona che si vergognerebbe di guardarsi allo specchio. Di sbagli, sicuramente ne ho commessi tanti, soprattutto perché ho considerato molte persone che ho incontrato e frequentato, migliori di me in una società piena di inganni comportamentali . Ora penso che , in ultima analisi, non sono così sciocco o peggiore del prossimo come umilmente ritenevo. I cespugli spinosi si fanno sempre più frequenti. Dovrò affrontare un altro periodo in ospedale e combattere senza armi. E’dura, perché’ le prospettive sono molto brutte. E' l'undicesimo in 4 anni. Tre mesi e siamo a un altro “ punto a capo”. Mi attacco con forza alla Fede ma non prego per me ma per chi mi vuol bene. Al Signore chiedo misericordia per rendere serena l’esistenza delle persone a me care. Napoli… terminare il mio viaggio esistenziale dove ho trascorso la mia gioventù… Un ritorno alle origini a riposare vicino ai Miei familiari. A tutti i mei carissimi colleghi un forte abbraccio Arturo

Re: un saluto ai colleghi

un caro affettuoso abbraccio e augurio che tutto vada bene, Alfredo

Re: un saluto ai colleghi

Caro Arturo,
ho letto solo oggi il tuo "saluto" sul sito del Corso (non sono molto diligente con la posta ) e mi affretto a scriverti.
Capisco il tuo stato d'animo nel dover affrontare per l'undicesima volta una prova molto pesante, e la stanchezza che provi; quindi prendo il tuo saluto come quello di un combattente che parte per una missione molto rischiosa. Si salutano i colleghi, si lascia una lettera e si beve un bicchiere che poi si lancia nel caminetto.
Ad affrontare i pericoli la tua nobile missione di Ufficiale dell'Arma, ti ci aveva abituato (se ci si può abituare !).
Oggi è diverso...gli anni passano e le prove che hai dovuto affrontare "disarmato" sono state tante e durissime, però...però la nostra Fede ci impone di non disperare.
"Belle parole", dirai tu con il tuo sorriso disarmante: "mettiti nei miei panni !".
Artù...,hai fatto dieci e farai anche undici ! lo devi fare per il tuo Angelo custode , per i tuoi cari ed anche per noi tutti che ti vogliamo bene.
...non riesco a scrivere altro,...porca miseria !
A presto e di quà,...Napoli aspetterà ancora e poi...quando Dio vorrà...
tutti insieme sempre: "UNA ACIES" !