Il Forum del 14° Corso dell'Accademia Militare di Modena

Benvenuti nel nostro Forum. Potete liberamente lasciare messaggi

Il Forum del 14° Corso dell'Accademia Militare di Modena
Start a New Topic 
Author
Comment
View Entire Thread
Re: SULL'AMORE FRATERNO

Caro Giorgio,
anche con questa lettera denunci, con un certo rancore e livore, un fatto negativo che hai subito durante il servizio.
Non voglio fare le psicologo, ma ti sei mai interrogato perché nel ripostiglio della tua memoria, siano rimasti solo episodi negativi? Ritengo che una persona equilibrata vi dovrebbe conservare sia ciò che di negativo è occorso sia i momenti di gratificazione e positivi.
Se durante tutto il tuo servizio hai accumulato solo episodi negativi, non dovresti interrogarti, magari sdraiato su un comodo lettino per poter dare risposta sincera, quali siano state le tue colpe per poter affermare che la tua esperienza militare è stata squallida e piena solo di ciarpame?
Questo si che è un passo culturale difficile, con una egemonia culturale di sinistra in Italia il cui buonismo progressista (?!) imperante ha sempre addossato la colpa agli altri (alla società, alla scuola, ecc.) e mai addossandola agli individui veri responsabili delle loro azioni.
Per venire al fatto che denunci è difficile dare un giudizio senza la conoscenza di tutti gli aspetti del problema. Ma anche se in quell'occasione tu sei stato vittima di una ingiustizia, avresti avuto la mia comprensione se tu avessi terminato con " feci per l’ultima volta il mio dovere di figlio e tornai a casa."
Il resto della lettera dimostra il tuo approccio rancoroso al passato e questo non ti fa onore.
Pierpaolo

Re: SULL'AMORE FRATERNO

Caro Giorgio,
mi riferisco alla tua “sull’amore fraterno”.
E’ luogo comune, come in questo caso, parlare del peccato e non del peccatore e, poiché è stato sempre mio costume guardare in viso il prossimo, eccomi a presentarmi quale peccatore del tuo scritto: mi chiamo Antonio Longobardi.
Similmente, quando ho o ho avuto problemi o anche le più brutte recriminazioni nei confronti di qualcuno, non ho esitato ad affrontare direttamente l’interessato e con il mio nome, senza passare per interposte persone.
Questo dico perché nel dicembre 1986 (a meno di tuo errore) ero io il comandante del distretto Militare di Treviso e ritengo che tu ti riferisca proprio a me, in quanto ricordo che ci siamo visti nel mio ufficio non in dicembre ma in un periodo piuttosto estivo.
L’incontro non ebbe come oggetto tagliandi ferroviari ma altro.
Non credo che venisti per salutare o per incontrare un ex collega: Se ricordo bene eri venuto per parlare con il comandante del distretto e, come ero disponibile per tutte le persone che lo chiedevano, sei entrato nel mio ufficio; e ci siamo subito riconosciuti per nomi e "de visu", salutati come colleghi, parlato del tuo impegno in quel momento e poi mi hai parlato del tuo problema: si trattava della tessera militare (quella che avevamo come tessera di riconoscimento) e che consentiva di fruire di sconto sui biglietti ferroviari.
Chiedevi il rilascio o rinnovo di tale tessera. Credo di ricordare bene che, in tua presenza, ho chiamato il personale responsabile e -sempre se ricordo bene- risultò che, in relazione al tuo periodo di vita militare precedente , la tessera non ti poteva essere concessa o essere rinnovata. Naturalmente il mio interloquire o altri miei chiarimenti richiesti al personale non trovarono diversa possibilità.
Ci lasciammo cordialmente sia pure con il tuo malcontento per la soluzione negativa al tuo problema.
Come usavo cortesia -se non altro per dovere d’ufficio- con il personale che desiderava quotidianamente conferire, a maggior ragione penso di essere stato almeno amichevole con te.
E ricordo questo episodio perché a volte, incontrando colleghi, raccontavo con piacere di questo incontro con Giorgio de Benedictis. Certamente non potevo pensare a questo tuo brutto malanimo.
Sono molto perplesso (anche probabile che al 30 dicembre avessi raggiunto la mia famiglia) invece per quanto riguarda i biglietti ferroviari, di cui non ho alcuna memoria. Peraltro non ho mai avuto e non ho mai gestito dei biglietti ferroviari personali -come potrai capire- o di lavoro né tre blocchetti nè scadenti il giorno dopo.
Posso ricordare che in tutti gli enti militari esistevano tipo biglietti, scontrini -nessuna scadenza il giorno dopo- che venivano rilasciati ai soldati per la riduzione della tariffe ferroviarie o forse gratis(non mi ricordo), in occasione delle licenze di cui godevano. Anche se si fosse trattati di questi assolutamente non sarebbero rientrati nella mia gestione e pertanto non posso comprendere le tue parole.

Aggiungo ancora che non mi sono mai sentito un piccolo uomo né -per il mio carattere riservato e ben lontano dal volersi vantare di qualcosa e improntato invece a modestia- un "Grandioso", ma ti ringrazio per le espressioni di apprezzamento.
Leggendo la tua mi sembra di capire che in quel periodo attraversavi un momento di difficoltà economica.
Forse se ne parlavi apertamente al collega avresti trovato probabilmente un aiuto in un amico ed ex collega.
Il buon Pierpaolo ha dato risposta alle tue.
Per quanto mi riguarda posso capire che -pur avendo indossato una uniforme- si possa cambiare il proprio modo di sentire: Mi accorgo di odiare la guerra, divento sostenitore di nobili sentimenti di pace. Tutto questo è anche rispettabile e nessuno dei tuoi colleghi ha usato invettive o parole offensive nei tuoi confronti o della tua vita.
Posso aggiungere a cuor sereno che, fin dai primi approcci alla vita militare (Vds SCUOLA MILITARE NUNZIATELLA e lo scrivo in lettere maiuscole) e di seguito fino al mio pensionamento, non ho mai sentito parole inneggianti all' ”uccisione” del nemico né ho avvertito o vissuto un’atmosfera inneggiante alla guerra tanto per il piacere di uccidere qualcuno. Al contrario concetti di serietà e consapevolezza di fronte alla guerra e sue conseguenze.
So che -sia pure in piccolo con le nostre Forze Armate e con l’impegno e lavoro spesso rilevante e sacrificio durante il periodo di guerra fredda anche dei tuoi colleghi- un contributo alla pace l’abbiamo dato.
A te buona fortuna, Antonio.