Il Forum del 14° Corso dell'Accademia Militare di Modena

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Re: Missini di pace o missioni militari?

Capita davvero molto raramente di leggere concetti tanto importanti e valutazioni del tutto pertinenti espressi - come ha fatto Pierpaolo - in maniera così semplice, concreta, lucida e incisiva su un argomento che dovrebbe essere sempre alla massima attenzione di tutti, e non solo in occasione delle dolorosissime perdite dei nostri militari.
Basta davvero con le compiacenti e spesso risibili ipocrisie, i nostri quattro alpini, e tanti altri nostri militari prima di loro, hanno perso la vita non in un incidente qualsiasi, ma in un'azione di guerra, ammesso che tale possa chiamarsi un'azione terroristica. E in guerra, anche per portare la pace, il militare deve potersi innanzitutto difendere in maniera adeguata alle circostanze. E allora perchè continuano a imperversare imperterriti i tanti e soliti cacadubbi in Spe a proposito delle bombe sugli aerei? Non è forse anche questo uno dei mezzi efficaci per didendersi dagli attacchi nemici, per cercare di prevenire e/o di soffocare attacchi e azioni che possono avere - come hanno abbondantemente avuto - conseguenze tragiche? Non è forse lecito e doveroso far sapere al nemico che verrà affrontato in maniera adeguata, anche dal cielo, e che quindi la bomnbetta può avere intanto un efficiente effetto di dissuasione? Vogliamo proprio dare un titolo alla Missione? Chiamiamola ad esempio missione militare per la pace, se proprio non si vuole scomdodare il termine di guerra, anche se in effetti di questo si tratta. Ma titoli e definizioni non devono porescindere dal proposito principale: salvaguardare la sicurezza, e in primis la vita, dei nostri soldati, come di tutti quelli che sono impegnati in questa come in altre Missioni.
A proposito di sicurezza chiedo lumi a chi ne sa senza dubbio molto più di me: ma come è possibile che con tutti i mezzi moderni, in dotazione alle Forze Armate e/o in circolazione, elettronici o di altra diavoleria, non sia possibile individuare, "sentire", avvertire la presenza di un ordigno? Se viene interrato ci sarà ad esempio della terra smossa (forse dico una fesseria), oltre ai mezzi e alle dotazioni ci sono i cani addestrati allo scopo (forse è la fesseria n.2)ma, in definitiva, è possibile che nel 2010 un mezzo militare (e non solo militare) in circolazione debba affidare solo al caso, al "speriamo che non succeda" il proprio movimento e di conseguenza la propria sorte?
Sarò grato a chi volesse darmi una risposta, magari tecnica.
Grazie e un abbraccio a tutti
Giorgio Verbi

Re: Missini di pace o missioni militari?

A parte l'errore ortografico nel titolo, senzaltro da non prendersi come riferimento politico, del resto oramai fuori epoca, le spiegazioni particolareggiate ed accurate di Pirpaolo e Giorgio, sono ineccepibili.

Le prime sulla denominazione della missione e sulla sicurezza in generale, le altre sull'opportunità di caricare gli aerei con le bombe, al solo scopo di proteggere i nostri soldati a terra.

Non posso essere di aiuto a Giorgio sulle possibilità di ulteriori protezioni. So solo che poco tempo fa si pensava che con il superprotetto Lince si sarebbe ottenuto qualche risultato. La tragedia dei nostri Alpini ha dimostrato il contrario.

Senza essere tacciato di conformismo o partigianeria, lasciatemi ancora qualche considerazione.

Già l'anno scorso nelle ultime righe della mia pagina personale accennavo al difficilissimo problema
dell'Afghanistan. La storia c'insegna (vedi orribile conclusione della 2^ Guerra Mondiale)che la soluzione militare non é possible. Tuttavia mi sembra ora vedere qualche luce all'uscita del tunnel. L'exit strategy adottata dalle Organizzazioni Internazionali e dai governanti più impegnati e certamente non ultimo il Governo Italiano. Addestramento e formazione degli Afghani, dialogo con gli altri, incentivi per sostituire la coltivazione dell'oppio con altro accettabile.

La condivisione mi sembra lapalissiana. Se ci fosse qualcuno contrario magari anche al di fuori del nostro ambiente, é invitato a manifestarsi.

Concludo con il motto del mio Corpo di appartenenza ora confluito in un altro ancor piu' efficiente

Tenacia, Sacrificio, Virtu'

Pino Ingallati