Il Forum del 14° Corso dell'Accademia Militare di Modena

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Missini di pace o missioni militari?

Carissimi amici
Oggi altri 4 (forse 5) militari italiani hanno perso la vita per adempiere il loro dovere in Afghanistan.
Ho letto con amarezza su internet i molti commenti di cittadini italiani sulla notizia; ma poi, riflettendo bene sulle parole, ho dovuto ammettere a me stesso che partendo dall’assunto “Missione di pace” quei cittadini non avevavano poi tanto torto.
Le parole sono importanti e pesano come macigni; qualche brevissimo esempio: il legislatore ha sentito il bisogno di chiamare “operatori ecologici” gli spazzini; “diversamente abili” gli storpi e gli handicappati; “non vedenti” i ciechi, e così via. Evidentemente una ragione c’è: dietro una parola si cela tutto un modo di essere e di esistere.
Perché dunque ci si ostina a chiamare “Missioni di pace” operazioni militari che non sono DI PACE, ma che tendono a RIPORTARE LA PACE in un’area dove intolleranza, terrorismo e fanatismo religioso, se non debellati, finirebbero per coinvolgere anche il nostro territorio con effetti devastanti? Le torri gemelle non hanno insegnato nulla? E’ logico che dietro le parole “Missione di pace” un normale cittadino non può capire ciò che in realtà in Afghanistan sta capitando.
Se fin ora i nostri governanti per blandire quella (purtroppo) ampia area di disfattismo patriottico, pacifismo a senso unico e antimilitarismo strisciante che ha un po’ soggiogato la cultura nel nostro Paese hanno usato espressioni che non turbassero cotanta brava gente, è ora di finirla e chiamare le cose col proprio nome.
Se la nostra presenza in Afghanistan è invece una “missione militare in teatro di guerra”, la dolorosa perdita di vite umane, è nell’ordine naturale delle cose. “Donare sangue e vita, questa la nostra legge, in questa legge Dio” era il motto che ci ha accolto al nostro ingresso in Accademia e che ci indicava quale profonda differenza la professione delle armi avesse da tutte le altre professioni.
Lasciatemi gridare Folgore! anche se oggi piangiamo quattro nostri alpini
Pierpaolo

Re: Missini di pace o missioni militari?

Capita davvero molto raramente di leggere concetti tanto importanti e valutazioni del tutto pertinenti espressi - come ha fatto Pierpaolo - in maniera così semplice, concreta, lucida e incisiva su un argomento che dovrebbe essere sempre alla massima attenzione di tutti, e non solo in occasione delle dolorosissime perdite dei nostri militari.
Basta davvero con le compiacenti e spesso risibili ipocrisie, i nostri quattro alpini, e tanti altri nostri militari prima di loro, hanno perso la vita non in un incidente qualsiasi, ma in un'azione di guerra, ammesso che tale possa chiamarsi un'azione terroristica. E in guerra, anche per portare la pace, il militare deve potersi innanzitutto difendere in maniera adeguata alle circostanze. E allora perchè continuano a imperversare imperterriti i tanti e soliti cacadubbi in Spe a proposito delle bombe sugli aerei? Non è forse anche questo uno dei mezzi efficaci per didendersi dagli attacchi nemici, per cercare di prevenire e/o di soffocare attacchi e azioni che possono avere - come hanno abbondantemente avuto - conseguenze tragiche? Non è forse lecito e doveroso far sapere al nemico che verrà affrontato in maniera adeguata, anche dal cielo, e che quindi la bomnbetta può avere intanto un efficiente effetto di dissuasione? Vogliamo proprio dare un titolo alla Missione? Chiamiamola ad esempio missione militare per la pace, se proprio non si vuole scomdodare il termine di guerra, anche se in effetti di questo si tratta. Ma titoli e definizioni non devono porescindere dal proposito principale: salvaguardare la sicurezza, e in primis la vita, dei nostri soldati, come di tutti quelli che sono impegnati in questa come in altre Missioni.
A proposito di sicurezza chiedo lumi a chi ne sa senza dubbio molto più di me: ma come è possibile che con tutti i mezzi moderni, in dotazione alle Forze Armate e/o in circolazione, elettronici o di altra diavoleria, non sia possibile individuare, "sentire", avvertire la presenza di un ordigno? Se viene interrato ci sarà ad esempio della terra smossa (forse dico una fesseria), oltre ai mezzi e alle dotazioni ci sono i cani addestrati allo scopo (forse è la fesseria n.2)ma, in definitiva, è possibile che nel 2010 un mezzo militare (e non solo militare) in circolazione debba affidare solo al caso, al "speriamo che non succeda" il proprio movimento e di conseguenza la propria sorte?
Sarò grato a chi volesse darmi una risposta, magari tecnica.
Grazie e un abbraccio a tutti
Giorgio Verbi

Re: Missini di pace o missioni militari?

A parte l'errore ortografico nel titolo, senzaltro da non prendersi come riferimento politico, del resto oramai fuori epoca, le spiegazioni particolareggiate ed accurate di Pirpaolo e Giorgio, sono ineccepibili.

Le prime sulla denominazione della missione e sulla sicurezza in generale, le altre sull'opportunità di caricare gli aerei con le bombe, al solo scopo di proteggere i nostri soldati a terra.

Non posso essere di aiuto a Giorgio sulle possibilità di ulteriori protezioni. So solo che poco tempo fa si pensava che con il superprotetto Lince si sarebbe ottenuto qualche risultato. La tragedia dei nostri Alpini ha dimostrato il contrario.

Senza essere tacciato di conformismo o partigianeria, lasciatemi ancora qualche considerazione.

Già l'anno scorso nelle ultime righe della mia pagina personale accennavo al difficilissimo problema
dell'Afghanistan. La storia c'insegna (vedi orribile conclusione della 2^ Guerra Mondiale)che la soluzione militare non é possible. Tuttavia mi sembra ora vedere qualche luce all'uscita del tunnel. L'exit strategy adottata dalle Organizzazioni Internazionali e dai governanti più impegnati e certamente non ultimo il Governo Italiano. Addestramento e formazione degli Afghani, dialogo con gli altri, incentivi per sostituire la coltivazione dell'oppio con altro accettabile.

La condivisione mi sembra lapalissiana. Se ci fosse qualcuno contrario magari anche al di fuori del nostro ambiente, é invitato a manifestarsi.

Concludo con il motto del mio Corpo di appartenenza ora confluito in un altro ancor piu' efficiente

Tenacia, Sacrificio, Virtu'

Pino Ingallati