Il Forum del 14° Corso dell'Accademia Militare di Modena

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Re: realtà e finzione (o antifrasi?)

Caro Giorgio,
Non ho potuto chiarire subito l’uso della parola “finzione” che a te non è piaciuta. Con Gaetano Bruno e Pino Ingallati stiamo lavorando ad un’iniziativa che spero, trovi consensi tra i colleghi: un radauno torinese imperniato su una visita guidata alla Sacra Sindone che nella tarda primavera sarà esposta alla venerazione dei fedeli (e non solo) e ti assicuro che l’impegno non è da poco.
Chiarisco adesso: Se, infatti, non è piaciuta, significa che ne hai data una valenza negativa che non era assolutamente nelle mie intenzioni.
Se avessi, infatti, sostituito la parola “finzione” con la più appropriata “antifrasi”, penso che tu stesso mi avresti dato del matto. Tu, infatti, usi una figura retorica, cioè una frase che sottintende un senso esattamente contrario al significato letterale. “Calmatevi!” che invece sollecita a “darsi da fare”.
Quindi “fingi” di dire una cosa, mentre ne pensi esattamente il contrario! Credevo che fosse intuitivo quanto sopra ma, evidentemente mi ero sbagliato.
Non essedo esperto in figure retoriche della nostra bella lingua, mi sono documentato: Antifrasi viene dal greco antiphrasis che significa “espressione contraria”.
Tutto qui.
La cosa importante invece è che condividi i contenuti di quanto ho scritto, e questo per me è stato assai gratificante.
Con fraterno affetto
Pierpaolo

Re: realtà e finzione (o antifrasi?)

Non avrei mei pensato che un amico che stimo e considero in maniera particolare come te fosse capace di una simile nefandezza: andare a rispolverare il greco! Mai e poi mai me lo sarei aspettato! Il bello è che sembri quasi propenso a indurmi a seguirti in questa impresa sciagurata: mi dispiace, caro Pierpaolo, ma non ci penso proprio a commettere a mia volta questo atto per niente conveniente, dal momento oltretutto che si tratterebbe di rispolverare studi (e relativi annessi e connessi, tipo vocabolario) di troppi anni orsono. Ci sono cinquantennali preziosi e simpatici, come quelli del nostrio Corso, altri che non ho alcuna intenzione di rispolverare e tantomeno di celebrare.
Oltretutto ti potrei perseguire per tentata destabilizzazione di un matrimonio (il mio): ma ti rendi conto che se mia moglie (ammesso che non se ne sia già accorta, ma credo che invece ne abbia piena coscienza)avesse definitiva conferma di questa mia poca ( si fa per dire, perché in realtà è nulla)propensione a intingere la penna, o almeno l'occhio, in una lingua che lei mastica a piene ganasce, ne andrebbe della mia tranquillità?
In realtà - ironia a parte - ti ho costretto indirettamente a farti perdere tempo; volevo solo intendere che il termine finzione non mi piace, così, a pelle, senza pensare a un tuo intento offensivo. So benissimo che non rientra per niente nel tuo modo di essere.
Piuttosto buon lavoro a te, a Pino e a Gaetano per la Sacra Sindone: appena avuto il tuo messaggio in proposito ho dato la mia adesione appunto a Gaetano, indicando anche - come richiesto - due delle "finestre" di mio gradimento. Senza comunque preclusioni assolute per la terza e comunque pronto a seguire la maggioranza delle preferenze espresse dagli altri interessati: mi auguro - come credo tutti- che si possa davvero realizzare questa operazione, sia per l'impoortanza dell'avvenimento, sia quale occasione di un nostro incontro.
Un abbraccio altrettanto fraterno
Giorgio