Il Forum del 14° Corso dell'Accademia Militare di Modena

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riflessoni su un "ricordo" anonimo

Ho letto con una certa perplessità nella pagina dei ricordi una rimembranza attribuita all'intero corso con il titolo "alla fine...." Non riesco a comprendere il vero spirito del brano:forse l'anonimo estensore vuole farci capire che tutti noi abbiamo sprecato l'arco della nostra giovinezza per una incmprensibile scelta di vita pressocchè masochistica? Voglio sperare che costui abbia parlato esclusivamente per sè stesso anche se noto un sottile tentativo di far passare come collettivo un sentimento antico di personale frustazione.Io non ci sto. Il patrimonio di amicizia fraterna ,i vincoli affettivi che solo un vissuto intenso come il nostro permette di far nascere ,svilupparsi e mantenersi integri nel tempo valgono senz'altro il sacrificio di un brevissimo arco della nostra giovinezza . Non voglio entrare poi nel merito della nostra formazione che a conti fatti e pur con le inevitabili problematiche le Istituzioni hanno portato avanti assicurandoci in ogni momento una vita dignitosa ed una attività gratificante specie per coloro che avevano intrapreso il mestiere delle armi per libera scelta giovanile.Al proposito consiglio di rammentare le parole che il nostro anziano ci ha sussurrato la notte prima di giurare subito dopo il silenzio attaverso quel deprecato altoparlante che incombeva su ogni camerata:se fu tuo padre a dire voglio o tua madre adire vorrei.....non giurare perchè alla grande Madre tu ubbidirai quì dentro.....Spero fortemente che la maggior parte dei colleghi condivida qesti miei semplici convincimenti anche per confortare la giustezza dlla scelta esistenziale di dieci lustri addietro
Un saluto a tutti

Achille Ristagno

Re: riflessoni su un "ricordo" anonimo

Caro Achille,mi è gradito trasmetterti i miei piu' sinceri complimenti per le tue sentite parole che condivido in toto.Sono felice di averti sempre considerato il piu' amico fraterno di tutti.Spero di rivederti presto a Torino.Alberto

Re: Re: riflessoni su un "ricordo" anonimo

Caro Achille, per ritrosia personale non volevo essere il primo a rispondere. Ho pazientato e atteso. Alberto é arrivato. Ma evidente! Come si fa a non condividere, ne sono sicuro con tutto il 14° Corso, quei sentimenti spontanei e nobili che tu hai evocato? Posso solo immaginare chi ha scritto quelle, a nostro avviso deprecabili considerazioni. Lasciamo perdere. le ha scritte solo per lui.

Abbraccio tutti!
Pino Ingallati

Re: Re: Re: riflessoni su un "ricordo" anonimo

Carissimo Achille, intanto grazie per avermi segnalato la "bella novità" e sinceri complimenti per le tue considerazioni. Complimenti che naturalmente estendo ad Alberto e Pino per i loro contributi.
Di quello scritto si sentiva proprio la mancanza. Ma chi dei nostri compagni di Corso ha sproloquiato in precedenza ha avuto perlomeno il buon gusto di metterci la faccia e/o la firma e di parlare a titolo personale.
Ora invece ci troviamo di fronte a un anonimo (e già questa è una qualifica) che oltretutto ha la pretesa - almeno così sembra - di voler parlare a nome di tutto il Corso. Cioè di parlare anche a nome di tutti noi, di chi in definitiva - e siamo sicuramente la stragrande maggioranza - continua a credere alla bontà, al significato e al valore della scelta operata più di cinquant'anni fa.
Figuriamoci. Ci credo, e fino in fondo, anch'io che avevo fatto quella scelta con grande convinzione ma che per vicende della vita, quali un incidente stradale, alla fine ho dovuto abbandonare la carriera militare. Ma non ho affatto abbandonato il legame, unico e irripetibile, che si è creato proprio fra chi ha condiviso fatiche (tante), soddisfazioni e momenti di svago (questi ultimi in misura decisamente inferiore alle fatiche, ma era molto bello e gratificante lo stesso) con chi fino a poco prima era un illustre sconosciuto ed è diventato un Amico con l'iniziale maiuscola. Tanto maiuscola che si è creato un legame di quelli che durano una vita intera. Cioè che dura tuttora, sincero, affettuoso, caloros, infinitamente prezioso. Figuriamoci se potevo pensare di privarmene.
Del resto non ho mai, neppure per un attimo, rinnegato o sminuito la portata della formazione culturale, morale, comportamentale e naturalmente tecnico/professionale che ho ricevuto in Accademia, nella "nostra" Accademia. Anzi, ne sono sempre andato e ne vado fiero. E ho un ricordo davvero speciale di quegli anni, ma anche del nostro Cinquantennale, nel corso del quale ho ricevuto una gratificazione che mai mi sarei aspettato, che è per me motivo di particolare orgoglio e di cui sono e sarò sempre estremamente grato al nostro mai abbastanza compianto Ten./Gen. Goffredo Canino.
E' stato quando,durantre la cena di gala, il Gen. Canino mi ha citato - unitamente a Rossitto - come un ex-Allievo che pur avendo dovuto abbandonare la carriera militare è sempre rimasto in contatto con alcuni dei suoi Ufficiali di allora, in rapporti amichevoli con i suoi ex-compagni di Accademia, partecipe della vita del Corso e anche professionalmente attento e simpatizzante delle vicende delle Forze Armate.
Scusate se mi sono dilungato sulle mie vicende personali e sulle relative convizioni, ma affronto di malavoglia un commento su quanto l'Anonimo ha scritto. Che dire? Mi sembra che si sia accorto un po' tadi di aver bruciato in malo modo lì la sua giovinezza, riflessione che lascia il tempo che trova e che naturalmente non condivido affatto, e credo che si sia capito! Ma soprattutto è singolare che mastichi ancora amaro a distanza di più di mezzo secolo, senza essere riuscito a farsene una ragione.
Ho provato a indignarmi leggendo quanto scritto dall'Anonimo, ma sinceramente non ci riesco; penso piuttosto a uno scritto/sfogo dettato da un permanente stato di frustraziobne; o forse quelle riflessioni sono state partorite in un momento di depressione. Problemi suoi, in fondo, purché non cerchi di farsi portavoce di chi con queste sue opinioni non ha proprio nulla da spartire. Anzi.
Un abbraccio e saluti affettuosi a tutti
Giorgio Verbi

Re: riflessoni su un "ricordo" anonimo

Carissimi colleghi,
ho provveduto a correggere la dizione "Tutti il 14° Corso" con "Un allievo del 14° Corso. Spero che sarete contenti....
Adesso volevo spiegarvi come il racconto è finito fra i ricordi del nostro sito.
Visto la ignavia della maggior parte di voi nell'inviare dei racconti di vita vissuta in Accademia e Scuole di Applicazione, visto anche che di pagine personali non sono non ne arrivano di nuove ma che, per questioni di privacy, alcuni mi hanno chiesto di cancellare quelle loro già inserite, questo povero webmaster si annoiava e doveva pur inventarsi qualche cosa di nuovo per "movimentare" il sito e non farlo finirenell'oblio più assoluto anzitempo.
Ed allora cosa pensa il webmaster? Va a scartabellare l'albo come eravamo, distribuito in occasione del quarantennale, vede che ci sono dei racconti di vita vissuta e, voilà, li ripubblica anche sul sito, pensando che, se non avevano destato sdegno e sgomento 10 anni prima, non avrebbero suscitato un vespaio a dieci anni di distanza, considerando che la vecchiaia ci avrebbe diovuto portare un po' di saggezza in più.
Tra gli ultimi 5 o 6 racconti c'era anche "Alla fine" che tanto scalpore ha destato.
Una domanda, cari colleghi: perché non prendete penna o matita e su un foglio vergine non provate a ricordare qualche fatto carino e significatico che è avvevuto a voi ed ai vostri amici di un tempo?
Li attendo con ansia e così potrò non annoiarmi nelle fredde giornate invernali.
Un forte abbraccio,
Lucio