Il Forum del 14° Corso dell'Accademia Militare di Modena

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Sul futuro del 14°

Carissimo Pierpaolo,
potrei spandere malinconia a piene mani citando le trite, ritrite e ormai ritritissime battute tipo "non è mai troppo tardi" o "sono contento di essere 1".
E' invece super vero che sono arrivato tardi, anzi tardissimo, al forum; ma ora, trovato (o meglio, mi è stato fatto trovare) l'inghippo e superatolo, ho caricato l'arma, tolto la sicura e...via.
Nella speranza che non sia uno scambio fra me e te, pur piacevolissimo, ma che i miei interventi riescano a coinvolgere un pò tutti noi. Detto da me, dovrebbe (o almeno ci spero) avere un effetto se non particolare, almeno nuovo. Per cui...
Carissimi compagni di Corso,
una riflessione /interrogativo sul futuro del 14°. Credo di aver letto propositi di "scioglimento" in una missiva del Capo Corso, tempo fa; sicuramente questo proposito l'ho letto nel messaggio del gennaio scorso di Achille, al quale ho dato naturalmente dello sciagurato. Mi ha poi spiegato che la sua voleva in qualche modo essere una provocazone, un invito a serrare le fila per celebrare in quanti più possibile il Cinquantennale e per usare con maggiore frequenza il forum.
Resta il fatto che non dimentico l'effetto del... "il cinquantennale....rappresenta il momento in cui il 14° Corso scioglierà le fila in attesa di...ricostituire i ranghi là dove sono andati avanti... (scongiuri d rito, credo siano d'obbligo)
dove in contrappello.." ecc. ecc.
Ri-scongiuri. Certo, ci arriveremo tutti, ma che premura c'è? Io non ho alcuna fretta, e non credo di essere il solo a voler aspettare di buon grado il più a lungo possibile.
Sinceramente - e divento serio - non capisco perché si debba sciogliere il 14° quale entità in qualche modo associativa. Ammesso che chi guida le fila del 14°, facendo un lavoro davvero prezioso ed encomiabile, sia disposto a continuare la sua opera.
Anzi, crdo che sia proprio questo il momento, o questi gli anni, per serrare le fila, per guardare al cinquantennale della stelletta, per organizzare gli incontri annuali e via dicendo.
Non si celebra ufficialmente il sessantennale? Non ci fermeremo davanti a questo freno, che propenderei a definire piuttosto un ostacolo-oltraggio o almeno poco rispettoso nei confronti di chi ha pur dato molto alle Forze armate, e dunque alla Patria, a questa nostra amata Italia, che deve essere messa in condizioni di poter essere amata ancora di più di quanto non si riesca a fare oggi. Intendo naturalmente l'Italia "politica", non certo la Patria che è sempre e comunque al di sopra di miserevoli beghe di cortile.
Poi, quando dopo il 2030 i colleghi rimasti saranno magari pochini, decideranno loro cosa farne del 14°, se continuare a tenerlo in vita o scioglierne le fila, a quel punto immagino piuttosto esigue.
Dunque. Il Corso teniamolo in vita, semmai potenziamolo quale attività e punto di incontro per tutti noi, incrementiamo i raduni, grandi, piccoli o mini che siano, facciamo in modo che quello che molto sinceramente considero un autentico patrimonio di amicizia, contatti, possibilità di incontri ecc. non vada disperso o che comunque non si allentino i legami. Sarebbe un vero peccato, forse addirittura un crimine.
Mi piacerebbe davvero che su questo argomento ci fossero numerosi pronunciamenti, magari per preparare il terreno a un sereno dibattito quando ormai fra pochi giorni ci ritroveremo a Modena.
Un caloroso abbraccio a tutti
Giorgio Verbi

Re: Sul futuro del 14°

Caro Giorgio,
è indubbio che il cinquantennale dell'entrata in Accademia sia un po' la più grande, sentita e quasi ultima occasione di stare insieme per gli ex-allievi dei Corsi d'Accademia.
Ho sentito in questi giorni il ns "Comitato" e per il pranzo "clou" del cinquantennale il prossimo 19 ottobre, si prevedono oltre 350 partecipanti tra ex-allievi, parenti, ed invitati. Se così sarà, ritengo un vero successo il lavoro infaticabile di Nicola e Mario.
Detto questo, chi vuole sciogliere l'Associazione del ns Corso? Tra l'altro tra due/tre anni festeggeremo il cinquantennale della stelletta! Ed il Comitato seguiterà a gestire la vita dell'Associazione e non mollerà!, stanne certo caro Giorgio. Ma non è questo il punto. Per mantenere i vincoli di amicizia e cameratismo tra di noi occorre incrementare gli incontri regionali dato che le dislocazioni geografiche dei colleghi rendono difficile soluzioni unitarie.Infatti è bello essere ottimisti, ma occorre anche essere realisti: la grande maggioranza dei nostri colleghi ha già raggiunto il traguardo dei settanta anni; gli acciacchi ed una certa propensione alle pantofole, correlati all'età, renderanno sempre più difficili i grandi spostamenti.
I colleghi del centro Italia sono particolarmente facilitati nel realizzare questi incontri regionali, dato la concentrazione in Roma degli ex-allievi. Più difficile per noi del Nord essendo sparsi da Torino a Trieste. Comunque, confortati dal successo del mini-raduno veneziano e con la "benedizione" di Salvatore Sabatino, con Pino Ingallati stiamo esplorando le varie opzioni per un incontro nella tarda primavera del prossimo anno in una base logistica del Nord. Come vedi la buona volontà di organizzare non manca, speriamo solo che non venga a mancare la voglia di stare insieme da parte dei colleghi!
Ultimo argomento: i ns colleghi del 14° Corso sono un po' restii a scrivere su questo ns "Forum". Non aspettarti dunque risposte corali. (Ma tu non demordere e ... scrivi!)
Un fraterno abbraccio
Pierpaolo

Re: Re: Sul futuro del 14°

Caro Pierpaolo,
approfitto del commento di Giorgio V. per rafforzare il concetto base di tutti i raduni specie di quelli militari.Non vorrei che nostri incontri annuali venissero sostituiti dai cosiddetti miniraduni a carattere regionale o quasi.Anch'io sono abbastanza realista e pertanto anch'io ritengo opportuno ridurre al minimo i movimenti dei nostri colleghi in considerazione della generale età veneranda e delle sopravvenute abitudini sedentarie. La soluzione ovvia è quella di svolgere i raduni annuali nella fascia centrale della Penisola in posizione baricentrica. Una volta che ci si muove,viaggiare per 200 km o per 450/5oo non rappresenta un ostacolo insormontabile.Il nostro Nicola lo sa bene:i raduni granatiereschi ne sono una prova evidente.Rimane,comunque,di pari importanza la possibilità degli incontri regionali specie negli anni in cui non sarà fattibile il raduno annuale. Termino con il fraterno abbraccio immancabile integrato da un affettuoso arrivederci
Achille Ristagno

Re: Re: Sul futuro del 14°

Carissimi tutti,
dopo una piacevole conversazione telefonica con il nostro inesauribile Mario Sabatino,ho appreso che è in arrivo una circolare sondaggio del nostro capocorso per decidere circa il futuro del comitato del nostro corso.E'arrivato, in altre crude parole ,il momento che avevo fortemento paventato in cui dovremo decidere se cancellare in un colpo quanto costruito in cinquantanni di militanza comune,amicizia fraterna,vincoli affettivi di un valore,specie negli attuali momenti storico- sociali,incommensurabile. Io spero con tutta l'anima che la risposta sia coralmente favorevole al mantenimento in essere del nostro comitato affinchè possiamo avere, finchè il buon Dio ce ne darà la possibilità,il nostro indispensabile punto di riferimento affidato ai validissimi colleghi che fino adesso hanno assicurato una conduzione eccezionale.Non sarà certamente il piccolo sacrificio economico annuale che ci verrà chiesto a far si' che qualcuno sia contrario(mi rifiuto assolutamente di crederlo). Non è accettabile l'obiezione che ormai siamo avanti con gli anni:abbiamo certo qualche ruga di troppo,ma è importante non averle nell'anima!
Ho saputo inoltre che è aria per il prossimo anno un raduno di corso nel soggiorno militare di Edolo; insistendo nel mio principio del baricentrismo geografico perchè non esaminare la possibilità di appoggiarsi alla base logistica diRoccaraso (Roma)?
Chiudo lasciando alla riflessione di tutti questi semplici concetti e con l'immancabile fraterno abbraccio
Achille Ristagno