Il Forum del 14° Corso dell'Accademia Militare di Modena

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Ricordo di Giovanni Cappato

Amici del 14 Corso,

mio Padre si è spento a Rabat lo scorso 15 ottobre alle 08:45, la diffusione della notizia è stata favorita dalla concomitanza del vostro incontro torinese, ciò mi ha permesso di rimandare una più capillare informazione, che non avrei potuto gestire facilmente, essendo partito per il Marocco lo stesso giorno.

Con questa mia desidero: ringraziarvi per l’affetto, amicizia e stima per mio Papà e per la vicinanza a me, Camilla, Milena e Naima; colmare l’assenza di notizie sulla genesi e sviluppo dei fatti; fornirvi qualche prima indicazione su prossimi eventi in memoria di Papà.

Giovanni è “andato avanti” serenamente nel suo appartamento tanto amato. A fine settembre aveva quasi ultimato la ristrutturazione dell’alloggio e si stava preparando a ricevere i mobili dall’Italia al suo rientro da Torino. Con l’inizio di ottobre ha incominciato ad avvertire una crescente astenia a cui è seguita una ascive media, eseguiti alcuni esami di laboratorio, tra cui una TAC, si è rappresentata una situazione di sofferenza epatica; essendo prossimo il rientro in Italia, mancavano due giorni, ci siamo indirizzati in accordo con Papà per un chek up approfondito da fare in Italia. Il resto è tristemente noto. Probabilmente Papà è stato colpito da una carcinosi peritoneale, asintomatica, che lo avrebbe esposto a sofferenze e ad una prognosi che per queste fattispecie è largamente infausta.

Giunto in Marocco con Camilla e Milena, mi sono ritrovato con Naima che era presente nel momento del trapasso e, considerate le difficoltà relative all’espletamento della cremazione (non permessa nei paesi di fede islamica) come al trasferimento della salma in Italia, ho deciso, in accordo con i miei famigliari, di seppellire Papà presso il cimitero cristiano di Rabat.
Sabato 19 ottobre alla presenza di amici marocchini abbiamo tumulato Papà nel quadrante del cimitero che confina con le tombe di oltre millecinquecento militari francesi e non, che tra 1800-1956, sono caduti in Marocco prestando servizio per la Francia. Il Generale Cappato guarda le tombe di altri suoi fratelli Soldati che come lui riposano in una terra protagonista delle loro vite, sotto un cielo azzurro, come solo quello dell’Africa può essere, dove i loro valori continuano a volteggiare. Ho cercato di rappresentare la Forza Armata riproducendo all’atto dell’inumazione il silenzio militare italiano.

Gestite le prime urgenze amministrative in Marocco, sono tornato a Torino domenica 20 ottobre, per affrontare altrettante incombenze, prima fra tutte la sorte del mobilio, fortunatamente ancora stoccato qui in Italia (se si fosse trovato in consegna in Marocco non avrei potuto sdoganarlo fino a successione definita, mesi).
Il tutto in parallelo con le mie responsabilità professionali. Nei prossimi mesi dovrò necessariamente recarmi in Marocco per gestire la proprietà e l’iter successorio, già il prossimo 31 ottobre sarò lì cogliendo l’opportunità del 1 novembre festivo qui in Italia; anche se dirigente le ferie sono sempre in numero di 25 giorni!

Queste previsioni non mi permettono, oggi, di pianificare con certezza date in cui svolgere una funzione religiosa ovvero un momento di incontro e ricordo di Papà.
Per gli Amici torinesi conto di riuscire ad organizzare una messa di trigesima - ne darò conferma la prossima settimana -, Nicola Canarile mi ha informato che il 2 novembre Giovanni verrà ricordato durante la messa per i caduti a Roma (io sarò in Marocco), a seguire alcuni eventi tra il 27 novembre ed il 9 dicembre, a cui cercherò di partecipare così da potervi salutare personalmente. E’ mia intenzione nel primo trimestre del 2020, probabile in marzo, organizzare qui a Torino un evento dedicato a mio Papà a cui inviterò Voi, le vostre consorti e gli amici. Con Camilla, Milena e Naima stiamo iniziando a studiarne il format.

Con l’auspico di avervi ragguagliato sufficientemente, vi lascio in calce i miei recapiti
per chi avesse desiderio di un contatto diretto; suggerisco come orari 07,00 - 09,00 oppure dopo le 21,00, sabato e domenica intero giorno, questo non per spocchia, ma perché non avendo i vostri numeri in rubrica e trovandomi spesso impegnato in riunioni, con difficoltà a rispondere, non saprei poi chi richiamare.

Grazie a Tutti voi per i momenti di serenità e compagnia che avete riservato a mio Papà in questi anni, successivi al vostro comune impegno militare, e per l’esempio che insieme a lui avete dato a me e Camilla.
L’eredità morale che mio Papà mi lascia è proseguire nel suo segno, guardando al presente con ottimismo realistico affinché il futuro sia concreto e saldo.

In questo momento penso che la migliore sintesi della storia che mi ha legato a Papà sia un aforisma di uno scrittore inglese che scriveva :” puoi pronunciare un sermone migliore con la tua vita che con le tue parole” O. Goldsmith.

Un abbraccio.
Gianfilippo